Patrimonio Attuale dell'ETF

€ 34 223,37 Milioni di euro
(01/09/2010)


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fold faq  Queli sono i rischi legati all'investimento in ETF?

I rischi legati al Lyxor ETF sono direttamente legati all’indice sottostante.
La durata minima di investimento raccomandata è superiore a un anno in modo da dare la possibilità ai mercati azionari di consolidarsi e di assumere la direzione rialzista che li contraddistingue a lungo termine.


fold faq  Quali sono le modalità d’impiego di un ETF?

Date le sue caratteristiche, l’ETF si presta a varie modalità d’impiego: investimento di medio/lungo termine, trading anche di tipo intraday e vendita allo scoperto al fine di prendere una posizione ribassista sull’indice benchmark. La possibilità di diversificare facilmente il portafoglio, la precisione con cui viene replicato l’indice benchmark e i bassi costi di gestione fanno si che l’ETF sia particolarmente adatto anche alla costruzione di un piano di accumulo (PAC) attraverso versamenti periodici, anche di piccola entità, effettuati dai singoli investitori.
Non si deve invece dimenticare che gli ETF sono ovviamente esposti al rischio che le azioni, le obbligazioni e gli altri strumenti in cui è investito il loro patrimonio perdano valore.


fold faq  Quali sono le asset class accessibili investendo in ETF?


Le asset class accessibili attraverso l’investimento in ETF sono estremamente diversificate, è infatti possibile puntare su:
 
- Indici obbligazionari (Titoli di stato denominati in euro, dollaro, sterline e segmentati
per scadenza. Titoli di società private dell’area Euro e non);
 
- Indici azionari rappresentativi di singoli mercati e di intere aree geografiche (Italia, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Giappone, Europa, Usa, ecc.);
 
- Indici azionari di mercati emergenti (Cina, India, Russia, Brasile, Turchia, Korea, Taiwan ecc.);
 
- Indici azionari settoriali (automobili, tecnologici, telecomunicazioni, utilities, banche, energia, servizi finanziari ecc);
 
- Indici azionari style (mid cap, small cap, value, growth, select dividend);
 
- Indici di materie prime;

- Indici di società immobiliari e di private equity.


fold faq  Cosa si intende per ETF Strutturato?

Per ETF strutturati si intendono dei fondi o delle Sicav negoziabili in tempo reale come delle azioni ma che si differenziano dai semplici ETF poiché sono gestiti con tecniche volte a perseguire rendimenti che non sono solo in funzione dell’andamento del mercato a cui fanno riferimento, ma che possono essere volte:
·          a partecipare in maniera più che proporzionale all’andamento di un indice (ETF a leva)
·          a partecipare in modo inverso ai movimenti del mercato di riferimento (ETF short con o senza leva)
·          alla protezione del valore del portafoglio pur partecipando agli eventuali rialzi dell’indice di riferimento (ETF protective put)
·          alla realizzazione di strategie d’investimento più complesse come ad esempio la strategia cosiddetta buy-write o covered call che prevede l’assunzione di una posizione lunga sul benchmark e la contestuale vendita di un opzione call sull’indice stesso con strike out of the money del 5%
L’elemento che accomuna gli ETF strutturati agli ETF tradizionali è la politica d’investimento che si può sinteticamente definire “passiva” in considerazione del fatto che una volta definito il modello matematico in base al quale il patrimonio sarà gestito, la discrezionalità lasciata al gestore è limitata. Anche nel caso degli ETF strutturati, le quote possono essere create e riscattate continuamente da parte degli intermediari autorizzati (authorised participant), assicurando che il prezzo di mercato sia sempre allineato al NAV del fondo e garantendo che l'ETF strutturato sia tanto liquido quanto il mercato di riferimento.


fold faq  Quali sono i vantaggi di un ETF strutturato?

Sinteticamente l’ETF strutturato consente di:
·          Massimizzare la performance di ciascuna strategia: gli ETF strutturati permettono all’investitore di coniugare i benefici propri di un investimento in ETF (strategia passiva) e quelli di una gestione dinamica, grazie ad una trasparente metodologia di allocazione delle risorse del portafoglio gestito.
·          Ridurre il costo del proprio portafoglio: gli ETF strutturati permettono di accedere a delle strategie di investimento più complesse della semplice replica del mercato di riferimento ad un costo molto contenuto. Presentano infatti, una commissione totale annua (TER) ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” è a carico dell’investitore. Il risparmiatore deve sempre includere tra i costi le commissioni di negoziazione applicate dalla propria banca/Sim per l’acquisto e la vendita sul mercato.
·          Beneficiare di proventi periodici: i dividendi o gli interessi che l’ETF strutturato incassa possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dell’ETF strutturato stesso. In entrambi i casi il beneficiario è solo l’investitore.
·          Abbattere il rischio emittente: gli ETF strutturati quotati su ETFplus sono, a seconda dello strumento, Fondi Comuni di Investimento oppure Sicav (OICR) e quindi non sono esposti ad alcun rischio di insolvenza.


fold faq  Qual è l’investimento minimo in un ETF?

Il lotto minimo di negoziazione è pari a 1 azione/quota di ETF


fold faq  Quali sono le modalità di negoziazione?

Un ETF si compra e si vende come un'azione sul Mercato ETFPlus di Borsa Italiana.
E' prevista una Negoziazione Continua (senza aste di apertura o di chiusura) dalle 09:05 alle 17:25.
I contratti vengono conclusi mediante l’abbinamento automatico delle proposte in acquisto e in vendita ordinate secondo criteri di priorità prezzo/tempo. Durante la negoziazione continua possono essere immesse tramite il proprio intermediario proposte con o senza limite di prezzo.
Per garantire il regolare svolgimento delle negoziazioni, come per le azioni, sono fissati limiti massimi all’oscillazione dei prezzi. E’ stabilito un limite massimo di variazione del prezzo delle proposte immesse sul mercato rispetto al prezzo di controllo (che corrisponde al prezzo di riferimento del giorno precedente), un limite massimo di variazione del prezzo dei contratti sempre rispetto al prezzo di controllo e infine un limite massimo di variazione dei prezzi tra due contratti consecutivi. I costi di negoziazione sono indicativamente gli stessi previsti per le azioni. La Valuta di Negoziazione e di Liquidazione è in Euro. La Liquidazione avviene in Monte Titoli dopo 3 giorni lavorativi (come per le azioni).


fold faq  Quali sono le commissioni di un ETF?

Ogni ETF è caratterizzato da proprie Commissioni Totali Annue (TER) che ad oggi variano a seconda dello strumento da un minimo di 0,15% a un massimo di 0,95% all'anno. Le commissioni annue sono pagate in proporzione al periodo di detenzione dell'ETF e sono trattenute ogni giorno, per la quota parte di competenza, dal gestore dell'ETF: si noti che in questo modo i prezzi di acquisto e di vendita su Borsa Italiana sono già al netto di tali commissioni per cui nè l'investitore finale nè il suo intermediario sono tenuti ad operare alcun versamento.
Non ci sono commissioni di entrata, di uscita o di performance.
Oltre alle commissioni di gestione, andranno esaminate però le commissioni del vostro intermediario finanziario per le operazioni di acquisto e di vendita.


fold faq  Gli ETF sono liquidi?

La Liquidità degli ETF è assicurata da uno Specialist Provider (detto market maker) con obblighi di quotazione in continua ("spread massimo bid-ask" e "quantità minima esposta") e da eventuali Liquidity Providers (market maker non ufficiali) e Arbitraggisti.
La liquidità viene misurata in termini di spread bid-ask.


fold faq  Gli ETF pagano dividendi periodici?

I dividendi che l'ETF incassa a fronte delle azioni detenute nel proprio patrimonio (nonché i proventi derivati dal loro reinvestimento) possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o integrati stabilmente nel patrimonio dell'ETF stesso. In entrambi i casi il beneficiario è solo l'investitore.


fold faq  Cos’è la NAV di un fondo ETF, dove è pubblicata, con che frequenza?

La NAV (Net Asset Value) di un fondo Lyxor ETF è data da:
valore del paniere di azioni replicanti l’indice sottostante + dividendi. Anche i costi di gestione fanno parte della NAV e vengono sottratti direttamente dal valore dell’ETF con il passare del tempo. E’ pubblicata come valore indicativo 1 volta al giorno in base ai prezzi di chiusura delle azioni dell’indice sottostante.
La NAV sarà diversa dal prezzo dell’ETF in Borsa perchè la NAV è calcolata una volta al giorno in base ai prezzi di chiusura delle azioni che compongono l’indice. Il prezzo dell’ETF varia invece continuamente in base alla variazione dell’indice sottostante.
La NAV é pubblicata quotidianamente su:
·          Il Sole 24 Ore (penultima pagina dell’inserto “Finanza e Mercati”)
·          MF-Milano Finanza (nella sezione “Fondi & Sicav di Diritto Estero)
·          sul sito internet www.etf.it e sul sito internet di Borsa Italiana www.borsaitalia.it.


fold faq  Com’é la fiscalità per un ETF?

La fiscalità applicata è differente a seconda che l'ETF sia "armonizzato" (cioè conforme alle direttive europee) oppure "non armonizzato" (cioè non conforme alle direttive europee).
Tutti gli ETF attualmente quotati su Borsa Italiana sono "armonizzati" ed autorizzati da Banca d'Italia e da Consob.

ETF "ARMONIZZATI"
In estrema sintesi, in Italia, la fiscalità applicata nel caso di un "investitore privato" che abbia optato per il "regime del risparmio amministrato" è la seguente:
Su tutte le tipologie di reddito derivanti dalla negoziazione di un ETF viene effettuata una ritenuta fiscale a titolo di imposta del 12,5% (operata automaticamente dal proprio intermediario che, per ottemperare ai propri obblighi, provvede a distinguere i "redditi di capitale" dai "redditi diversi").
L'investitore privato non è gravato da alcun onere amministrativo/contabile e nessun provento deve essere riportato nella propria dichiarazione dei redditi.
NOTA: Tutti gli ETF attualmente quotati su Borsa Italiana sono "armonizzati".
Premesso ciò, per quanto riguarda gli altri ETF di diritto europeo occorre necessariamente visionare il relativo Prospetto informativo (a seconda dei casi, infatti, tali ETF possono essere "armonizzati" oppure "non armonizzati").
Volendo generalizzare e semplificare, si può affermare che tipicamente tutti gli ETF quotati su Borse USA sono "non armonizzati".

ETF "NON ARMONIZZATI"
In estrema sintesi, in Italia, la fiscalità applicata nel caso di un "investitore privato" che abbia optato per il "regime del risparmio amministrato" è la seguente:
I "redditi di capitale", cioè i dividendi incassati e il Delta NAV (NAV del giorno di vendita - NAV del giorno di acquisto), concorrono a formare il reddito imponibile del sottoscrittore e sono assoggettati alla tassazione progressiva IRPEF. 
I "redditi di capitale" devono essere dichiarati nel modello UNICO (quadro RI) al fine di determinare l'onere da versare (infatti l'intermediario è tenuto a operare solo una ritenuta fiscale a titolo di acconto del 12,5%). 
Sui "redditi diversi" dati da [(Prezzo Vendita - Prezzo Acquisto) - (Nav del giorno di vendita - NAV del giorno di acquisto)] l'intermediario applica una ritenuta a titolo di imposta del 12,5%.
NOTA: Nessun ETF attualmente quotato su Borsa Italiana è "non armonizzato".


fold faq  Cosa si intende per ETF?

L'acronimo ETF (letteralmente Exchange Traded Fund cioè “ Fondi Indicizzati Quotati”) indica un Fondo oppure una Sicav, con due principali caratteristiche:
·          é negoziabile in tempo reale, attraverso una banca o un qualsiasi intermediario autorizzato, in Borsa Italiana, come se fosse un’azione;
·          è caratterizzato da una "gestione passiva" cioè ha come obbiettivo d’investimento replicare, nel miglior modo possibile, la composizione di un indice benchmark di riferimento e di conseguenza anche il suo rendimento. Se ad esempio l'indice S&P 500 si apprezza del 2%, l'ETF legato allo S&P 500 registrerà un rialzo della stessa proporzione.
 
Si può dire quindi che l’ETF si posiziona come una via di mezzo tra un’azione e un fondo, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti:
·          diversificazione e riduzione del rischio proprie dei fondi;
·          flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo  delle azioni.


fold faq  Quali sono i vantaggi di un ETF?

In sintesi, l’ETF consente di:
• Prendere posizione in tempo reale sul mercato target con una sola operazione di acquisto: acquistando un ETF è infatti possibile investire su di un intero indice di mercato (azionario, obbligazionario, geografico o settoriale).
• Realizzare l’identica performance dell’indice benchmark: l'ETF consente di ottenere un rendimento pari a quello del benchmark di riferimento in virtù di una "gestione totalmente passiva", replicando al suo interno esattamente la composizione ed i pesi dell’indice al quale si riferisce. Si noti però, che qualora la valuta di riferimento dell'indice sia differente da quella di negoziazione (che è sempre l'Euro), il rendimento dell'ETF potrà divergere da quello del benchmark per effetto della svalutazione/rivalutazione di tale valuta nei confronti dell’Euro.
• Avere un prezzo di mercato costantemente allineato al NAV: grazie al particolare meccanismo di funzionamento sul mercato primario detto creation/redemption in kind, che permette ai partecipanti autorizzati di creare e rimborsare le quote scambiando gli ETF con tutti i titoli componenti l'indice di riferimento, e viceversa, il prezzo in Borsa è costantemente allineato al valore ufficiale dell’ETF, il Net Asset Value (NAV).
• Ottenere un’ampia diversificazione: Investire in un ETF significa prendere facilmente posizione su un intero indice di mercato, che facendo riferimento ad un paniere ampio di titoli, diversifica e diminuisce il rischio dell'investimento.
• Ridurre il costo del proprio portafoglio: Gli ETF presentano una commissione totale annua (TER) ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” è a carico dell’investitore. Il risparmiatore deve solo considerare le commissioni applicate dalla propria banca/Sim per l’acquisto e la vendita sul mercato.
• Beneficiare di proventi periodici: I dividendi o gli interessi che l’ETF incassa a fronte delle azioni detenute nel proprio patrimonio (nonché i proventi del loro reinvestimento) possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dell’ETF stesso. In entrambi i casi il beneficiario è solo l’investitore.
• Abbattere il rischio emittente: Gli ETF quotati sul segmento ETFplus sono, a seconda dello strumento, Fondi Comuni di Investimento oppure Sicav (OICR). Questo significa che tali strumenti hanno un patrimonio separato rispetto a quello delle società che ne curano le attività di costituzione, gestione, amministrazione e marketing. Gli ETF pertanto non sono esposti al rischio di insolvenza neppure in caso di fallimento della controparte.